Nel segno di Adriano - Alberto Casiraghy ricorda lo xilografo Adriano Porazzi

 

Adriano Porazzi mastro xilografo (Edizioni Altre Latitudini 2013) è il titolo del prezioso volumetto che verrà presentato alla libreria Riminese nel centro storico di Rimini sabato 9 novembre 2013 alle ore 18.30 con la presenza di Alberto Casiraghy.

In contemporanea viene allestita una piccola mostra di edizioni “pulcinoelefante”, di poster d’autore provenienti da una collezione privata e una serie di “legni” di Adriano Porazzi. La mostra resterà allestita fino al 30 novembre 2013.

L’iniziativa proposta da libreria Riminese,’Associazione culturale Altre Latitudini e gruppo culturale Firmalampen è curata da Roberto Tilio.

 

Nel variopinto mondo dell’editoria può accadere che un piccolo volume, in cui sono raccolte 37 opere create appositamente da altrettanti artisti di diversa estrazione e nazionalità, venga pubblicato da una piccola associazione culturale in omaggio ad uno xilografo di Milano scomparso sei anni fa.

E se questo accade è perchè Adriano Porazzi, è lui lo xilografo di cui si parla, se n’è andato nella più assoluta noncuranza della sua Milano che pure l’aveva premiato con un Ambrogino d’oro alcuni anni prima. Egli era uno degli ultimi artisti - artigiani sopravvissuti al grande cambiamento dell’era moderna che aveva totalmente stravolto il volto dell’editoria prima con la stampa offset e poi con le più moderne tecniche tipografiche. La buona sorte volle che fosse riscoperto da un piccolo-grande personaggio del mondo culturale italiano allora ancora sconosciuto: Alberto Casiraghy.

Quell’incontro risale al 1992 quando Casiraghy inventa un geniale “oggetto” poetico come il “Pulcinoelefante” e dà origine a una collana di libretti stampati in 30 copie numerate con all’interno un aforisma e una opera grafica originale.

Diventa il “panettiere degli editori” da una definizione di Vanni Scheiwiller, quello che sforna “un libro in giornata” nella sua magica casetta di Osnago, in provincia di Lecco.

Per far crescere questa nuova creatura editoriale Casiraghy si avvale di alcune brillanti collaborazioni, prima tra tutte quella di Alda Merini, tra le quali Adriano Porazzi assume una importanza fondamentale.

I “legni” di Adriano su cui sono incisi i disegni di Alberto diventano una presenza inderogabile nelle preziose edizioni il cui numero cresce nell’arco degli anni fino a raggiungere, a tutt’oggi, la cospicua cifra di oltre 9000 edizioni.

Adriano Porazzi ha continuato a dare un contributo importante alla creatura del suo amico Alberto fino all’ultimo quando, in un giorno d’autunno alla veneranda età di 92 anni, scompare lasciando definitivamente il suo laboratorio, il suo caro figlio Enrico e tutti quanti lo stimavano e lo apprezzavano come artista e come uomo.

Questo libro vuole essere un sincero omaggio a Adriano.

 

il legno mi attrae e m’incatena e mi fa tutto tralasciare ed obliare” (Bruno da Osimo)

 

 

Mostra:

 

  • Edizioni pulcinoelefante: una collezione di pulcini “di ceramica” (con opere originali in materiale ceramico) realizzati appositamente per una mostra del 2006 + una serie di diversi esemplari di “pulcini” (collezione personale)

  • Catalogo delle edizioni 1984-2004

  • Libri: libri da editoria contenenti aforismi di Casiraghy

  • Poster: una serie di poster relativi a mostre passate di Casiraghy

  • Prove di stampa: materiale di scarto della stampa dei librini

  • Legni di Porazzi (forniti da Casiraghy)

  • Una serie di recenti “pulcini” in vendita (Casiraghy li porterà con sè)

  • Video: “Omaggio a Adriano Porazzi mastro xilografo” e “Alberto Casiraghy il professionista della libertà” di Francesco Riva (Edizioni Altre Latitudini)

 

Libri: da 1 a 2
Nel segno di Adriano
Nel segno di Adriano

Adriano Porazzi "Xilografo"

    ADRIANO PORAZZI “XILOGRAFO”   Adriano Porazzi, classe 1914, incisore e maestro xilografo il più delle volte ha realizzato incisioni su incarico,talvolta su soggetto creato da lui stesso, altre volte riproducendo schizzi che il cliente gli consegnava. Il disegno veniva fotografato attraverso uno dagherrotipo e trasferito su una velina che poggiata sulla tavoletta di legno di bosso veniva incisa con il bulino dando origine alla xilografia. Dal 24 settembre del 1929 la sua mano esperta ha scolpito il legno senza eguali in Italia. La Seconda guerra mondiale coincise con la sua prigionia in Algeria e il ritorno in una Milano bombardata concasa e bottega rasi al suolo. È il 1948 e l’artista affitta un laboratorio per riorganizzarsi e partire inizialmente come pittorema successivamente, dopo un periodo di buoni affari, con l’avvento della fotocomposizione inizia il declino professionale. Decise di ritornare alle sole decorazioni artistiche e la collaborazione con Alberto Casiraghy iniziò nel 1982, quandoil “Pulcinoelefante” era ancora in fase di gestazione e non ebbe avuto mai interruzione dando origine ad autentici capolavori. “Nei nostri brevi incontri, non parlavamo mai di immagini incise, ma del senso della vita e del tempo che passa”dice, parlando di lui, Alberto. Un giorno d’autunno del 2006 scompare quello che amava definirsi“un dinosauro che vede dall’alto”.  

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